I bagni pubblici romani e le imponenti terme di Caracalla

Come è risaputo, la cultura greca era una delle più raffinate e sviluppate nei primi secoli prima di Cristo. Anche i Romani, che già si stavano affermando come grande potenza militare dell'epoca rimasero affascinati dagli usi raffinati degli Ateniesi, tanto che decisero di riprenderne molti tratti.
Le tradizioni romane sono infatti di derivazione greca e anche il Pantheon latino non è da meno.

Ma uno degli aspetti che più colpì i latini fu il culto del bagno come esperienza sociale: il ginnasio greco infatti si componeva di una palestra, di un bagno e di un esedra. Dopo gli esercizi ginnici, i greci erano soliti infatti rilassare i muscoli con acqua calda, per poi passare alle dissertazioni filosofiche: il ginnasio dunque si confermava una palestra del corpo e dello spirito.

Quelle che poi sarebbero divenute le terme romane trovano la propria origine nella fusione tra il gymnasium greco e i bagni egizi: già in epoca tolemaica, prima dell’avvento dei romani, gli Egizi potevano vantare di un sistema idrico molto sviluppato.

I primi bagni si diffusero così già da 200 anni prima di Agrippa, mentre si può parlare di vere e proprie terme pubbliche solo intorno al 25 aC. Con l’inizio dell’epoca imperiale, la costruzione di terme era un’opera pubblica che stava a simboleggiare la magnificenza del suo costruttore. Andando avanti nel tempo, infatti, gli imperatori romani gareggiavano con il proprio predecessore per creare edifici sempre più magnificenti e terme sempre più lussuose. In questa gara allo sfarzo, però, va sottolineato che il costo di ingresso era sempre mantenuto molto basso affinché non ci fossero ripercussioni sulla popolarità dell’imperatore: in molti casi addirittura, l’entrata alle terme era gratuita.

Sicuramente le più maestose e anche le meglio conservate di tutto il periodo romano sono le Terme di Caracalla.

Chiaro esempio anche del ruolo sociale che ricoprivano i bagni pubblici, queste terme sorgono a sud dell’odierna Roma all’inizio della Via Appia e si calcola che potessero ospitare fino a 6000 persone.

Per l'approvvigionamento idrico di questa incredibile opera pubblica, venne creato un ramo speciale del già esistente acquedotto dell’Acqua Marcia: questo nuovo tratto, che prese il nome di Acqua Antoniana aveva delle tubature che permettevano di approvvigionare tutta la zona del Circo Massimo e di Porta Capena.

Nelle terme di Caracalla, che vennero inaugurate nel 216 a.C dall’imperatore in persona, può essere ammirata con facilità la sequenza di calidarium, tepidarium frigidarium, secondo il percorso seguito dai romani.  Oltre a queste sale, molti fonti accertano anche dell’esistenza di enormi colonne, mosaici elaborati e splendidi pavimenti in marmo, oltre a numerosi giardini.

Un edificio di tale imponenza necessitava di numerose cure: per questo vennero svolte numerose manutenzioni a tubature e vasche già a partire dagli anni ’80 del 3 secolo. L’ultimo intervento di restauro venne condotto dal re goto Teodorico: tuttavia, durante le guerre gote, venne tagliato l’acquedotto che riforniva le terme. Questo segnò la fine delle terme di Caracalla.

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